Erano ormai diverse settimane che la sentivo lamentarsi. Un lamento continuo, petulante, a tratti supplichevole; ogni volta che l’avvicinavo, mi guardava con quei suoi occhioni tristi e malinconici pregandomi con lo sguardo, e ogni volta mi ripromettevo che quella sera stessa, anzi no, la sera dopo -ma anche lunedi prossimo volendo, o martedi- l’avrei fatto.
Ieri sera l’ho fatto. Ho afferrato poche cose, qualche straccio e una spugna e ho portato l’auto a lavare.
Mi sono pure tolto la maglietta emulando una di quelle sgallettate delle ragazze di Playboy, strofinando la carrozzeria a più non posso, lucidando i cruscotti e aspirando i tappetini, tant’è che ora è tornato perfino l’odore di nuovo dentro l’abitacolo. Aahhhh che soddisfazione. Io e le zanzare abbiamo brindato, io col mio sudore, loro con il mio sangue. E’ stato un momento davvero emozionante e toccante.
Oggi ha piovuto.
Quattro gocce di merda -nel vero senso della parola perchè erano marroni- di quelle che le puoi contare una ad una sul parabrezza della macchina. Di quelle che, se avessero voluto farti un dispetto, ci sono riusciti alla grande. Di quelle che appena te ne accorgi, inizi a tirare in ballo santi e madonne come se piovessero, tant’è che sono certo che le mie imprecazioni sono arrivate fino in Vaticano; e sono certo che se mi mettessi ad urlare: “Ratziiii!!! Ratzi, cara, le hai sentite darling?” mi sentirei rispondere: Forte e chiaro! v’ammorì ammazzato…
UPDATE
A grande richiesta, un fotoamatore che passava di là ha scattato una foto cogliendomi di sorpresa durante l’operazione di lavaggio. Dopo il salto. Leggi il seguito di questo post »
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