
Stamani il SuperMegaDirettore è entrato nel nostro ufficio esordendo con quel suo cipiglio da grande imprenditore e il sorriso bonario del buon padre di famiglia (mi ricorda qualcuno ma non capisco chi…):
- “Bisogna fare il punto della situazione, per cui oggi pomeriggio, al ritorno dalla pausa pranzo alle 14.30 vorrei vedervi in sala riunioni per un brain storming”.
Ecco. Non solo me ne sono completamente dimenticato, ma sono rientrato pure con mezz’ora di ritardo! Al mio arrivo avevo il vago sospetto di essere al centro dell’attenzione e non certo per un merito che mi distinguesse dalla massa. Il SuperMegaDirettore mi ha guardato sorridendo: “Gipris… finalmente sei fra noi…”.
Appena seduto, il SuperMegaDirettore ha iniziato a dire che la situazione non è buona, che occorre impegnarsi di più, soprattutto per trovare idee nuove che facciano aumentare l’appeal del nostro canale televisivo nei confronti di chi lo guarda e ha iniziato a chiedere agli astanti qualche suggerimento.
Forse qualcuno di voi non capirà fino in fondo il motivo per cui un giovane grafico decida di autosuicidarsi elevandosi sulla massa e offrendo la propria testa al boia che attende davanti al ceppo mentre di gongola con l’ascia in mano, per cui ve lo dirò io. Mi sentivo messo in luce in maniera negativa e ho deciso di aprire bocca e dire la mia per cercare di far cambiare la bassa opinione che il SuperMegaDirettore aveva di me in quel momento. Così ho iniziato a tirar fuori quel poco che sono riuscito a trovare nel mio cervello.
Ora, dovete immaginare il mio cervello in quel momento come una grande immensa scatola con dentro pochi sassolini sparsi qua e là. Ogni sassolino è un pensiero, un’ideuzza… Non sono allineati in maniera ordinata ma sparpagliati qua e là e per metterli insieme ho iniziato un discorso contorto, incerto, del tutto sconnesso senza sapere neanche dove sarei arrivato.
Invece che rabbuiarsi come farebbe un qualsiasi animale pensante nel tentativo di capire cosa io stia cercando di dire, il SuperMegaDirettore si è illuminato e ha iniziato a fare riferimento a me come promotore di un’idea formidabile e mai udita prima! E mentre io pensavo di avere rivelato il segreto dell’acqua calda, lui continuava a dire “Gipris ha ragione!”, ” Gipris ha visto giusto!”, ” …come dice Gipris, bisogna… ” .
Mah… se non altro adesso si ricorda come mi chiamo.
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