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Gipris is still alive!

… s’è solo rotto le palle. Per mancanza di tempo prima e per mancanza di voglia dopo.

Il lavoro sta assorbendo ogni momento della mia giornata e non riesco più a permettermi di seguire il mio blog nè di seguire quelli degli altri. Peccato… Quando decisi di aprire un blog nel 2005, sentivo la necessità di soddisfare un bisogno, di mettere per iscritto i miei pensieri, le mie emozioni, le mie vicissitudini. Amorazzi, avventurette, piccole sventure quotidiane e disguidi venivano catalizzati in poche righe di sfogo che mi servivano ad analizzare con occhio più critico ciò che mi stava succedendo. Successivamente è divenuto anche uno sfogo grafico, perchè sentivo dentro di me l’accrescere della voglia di creare che, da dipendende, non riuscivo soddisfare.

Ora tutto questo è venuto meno: la convivenza di una relazione stabile e l’essermi messo in proprio hanno pienamente soddisfatto quei bisogni e, di conseguenza, la voglia di scrivere è venuta decisamente meno. Non potete neanche immaginare quanti articoli più o meno divertenti mi sono venuti in mente in tutti questi mesi, quante idee, quante rubiche nuove, ma che al momento di metterle nero su bianco sono sfumate così, senza alcun rimpianto.

E’ da un po’ di tempo, dunque, che mi domando se lì fuori ci sia qualcuno che abbia voglia di prenderne le redini e far continuare a vivere questo blog. Non credo sia giusto chiudere questo blog che ha visto tanto di me; però penso che Zumpappà possa benissimo continuare a vivere anche senza Gipris. Sicuramente lì fuori ci sarà un altro Gipris pronto a scrivere le sue avventure, i suoi amori, le sue sfighe… quindi che si faccia avanti! Il Blog è in affitto!

Enjoy

affittasi

Posted in It's My Life, Pensieri & Parole | 26 Comments »

La Potenza di un Abbraccio

A volte ci ritroviamo a fare delle scelte che lì per lì ci sembrano giuste, dettate soprattutto dalla rabbia, ma che col senno di poi si rivelano completamente l’opposto.

E in un attimo di tensione ti ritrovi a dormire sul divano.

Una cazzata… e questo orgoglio, questo maledettissimo orgoglio! è lui la principale causa della fine dei matrimoni e delle relazioni, ne sono certo. Poi al mattino dopo ti rendi conto come tutta la questione non fosse stata altro che una chimera… e allora ti ritrovi seduto sul bracciolo della poltrona della camera da letto, al buio, a guardarlo dormire sotto le coperte, continuando a ripeterti “Come sei stato stupido…”.
Come si fa a tornare indietro? Come ci si fa a lasciare tutto alle spalle? non c’è un tasto Rewind nella vita? dov’è il Ctrl+Z delle nostre esistenze?

La risposta più difficile, come al solito, è sempre davanti ai tuoi occhi, e la mia è lì, sotto le coperte che dorme. Mi basta guardarlo, e in un attimo tutto il castello costruito nella mia mente, lo stesso che la sera precedente sembrava un muro così spesso ed invalicabile, all’improvviso si è dissolto e si è mostrato esattamente per quello che realmente è: una cazzata. E io posso rovinare tutto per una cazzata? No, certo che no…

Ed eccomi rientrare nel letto, sentire il suo calore, il suo profumo, abbracciarlo dolcemente e scoprire che lui non aspettava altro che questo mio gesto, e fregarsene se è tardi ed è ora di andare in ufficio. La mia vita viene prima.

Ecco, questo è il mio tasto Rewind.

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Cuore di Mamma

Ho ricevuto un commento ad un mio post e, anzichè rispondere come di consueto, ho preferito creare questo post… anche perchè la risposta stava diventando lunga come il Concilio Vaticano II. Il commento diceva:

“Mia figlia ha fatto lo IED, è art. director junior: mi sapresti dare qualche indicazione per un lavoro? abita a Lecco – Chiara.”


Leggi il seguito di questo post »

Posted in Dirty Work, Graphic Violence, Pensieri & Parole | 10 Comments »

Corrispondenza Epistolare tra Amiche

lettera

D: “Tesoro buongiorno!! allora come procede il soggiorno Ligure? la vita matrimoniale ti piace?!

R: “Per ora tutto bene, cara… non ho ancora ucciso mio marito e non mi sono tagliata le vene con la lima per le unghie. La convivenza per adesso si limita al darsi il buongiorno la mattina e a dirsi due cagate la sera quando ci rincontriamo, visto che abbiamo due orari completamente differenti. Praticamente non è cambiato nulla se non il fatto che, all’anagrafe, risultiamo conviventi sotto lo stesso tetto.

A lavoro per ora va bene. Collaboro con tre aziende contemporaneamente, il che significa che il mio cervello fonderà presto e inizierò a fare confusione tra i clienti e i lavori da eseguire, ne sono certo. Hanno tutti molta fiducia in me e nelle mie capacità, forse troppa… Da come mi parlano sembrano considerarmi quasi il salvatore delle loro attività con la convinzione che il mio arrivo possa alzargli la media della qualità dei lavori che fanno.

Io a malapena mi ricordo di appaiare il colore dei calzini la mattina, figuriamoci il resto…”

Posted in Absurd, Dirty Work, It's My Life, Pensieri & Parole | 16 Comments »

Ai Blocchi di Partenza

E’ passata una settimana dal mio trasferimento. Nel momento in cui ho lasciato la Toscana mi sono reso conto che tutta questa storia del trasloco, del nuovo lavoro, della partita IVA, della mia nuova vita unita allo stress fisico accumulato dall’allenamento intensivo della palestra, mi aveva gettato in uno stato semi-febbricitante perenne. Ho deciso, così, di prendermi una settimana sabbatica per finire tutto con calma, staccarmi mentalmente dalla mia vecchia situazione di dipendente stipendiato e far rilassare il mio fisico stressato prima di ricominciare con la mia nuova vita.

Ho iniziato così a conoscere con calma la mia nuova provincia d’adozione, La Spezia. Non è un granchè come città, lo ammetto, con i suoi palazzi d’ispirazione Torinese potrebbe essere una qualsiasi città portuale un po’ anonima. Per certi tratti mi ricorda un po’ Trieste, in altri Salerno… due volti completamente agli antipodi di una stessa realtà.

Ma c’è di buono che è una città completamente da scoprire: i negozi migliori dove fare shopping, dove prendere il caffè o fare un aperitivo con gli amici. Tutto assume quindi un volto diverso, quello del fattore “novità”. E forse è proprio questo fattore che mi rende affascinante i luoghi che sto vedendo negli ultimi giorni, facendo così che anche una città grigia come La Spezia si possa rivestire di colori accesi e brillanti.

Posted in Del Tutto Personale, It's My Life, Pensieri & Parole | 17 Comments »

Il Dado è Tratto #2

cammino

Si, ho deciso di licenziarmi e compiere il grande passo, che non è quello di suicidarmi buttandomi sotto il primo 28 che passa qui sotto, ma spostarmi definitivamente (?) nella provincia di La Spezia e andare a convivere. Era ormai più di un anno che cercavo lavoro lì in zona, ma il settore della grafica laggiù è piuttosto messo male direi.

La svolta è arrivata ancora una volta da questo blog, quando poco prima di partire per NYC uno dei miei lettori, David, mi ha fatto contattare da un suo collega per un lavoro urgente. Sono riuscito a soddisfare le loro richieste, sia per tempistiche sia per qualità (questo è quello che mi han detto) che mi han proposto una collaborazione piuttosto importante.

Così, sommando la Pazza che spesso e volentieri mi affida de lavori, i due Desperados che mi fan fare siti internet a go go e l’azienda in cui David lavora, posso pensare di potermi permettere di mettermi in proprio e dire addio a capi  e subalterni. Per quanto riguarda i cartoni animati che curo qui, ho già proposto una collaborazione a distanza per poter continuare ad occuparmene e spero non si rimangino la parola.

Paure? tante.  Impazienza di iniziare una nuova vita? da morire! Grazie David per l’opportunità.
Inizia il viaggio. Non sarà facile, ma mi sento agguerrito e incazzato. Grazie a tutti per gli in bocca al lupo.

Posted in Dirty Work, It's My Life, Pensieri & Parole | 25 Comments »

Gay vs Cattolici = 0 0

Ieri pomeriggio mi sono ritrovato  a guardare la trasmissione di Domenica Cinque condotta dalla D’Urso in cui viene trattato l’argomento “Omosessualità”. In un’Italia bigotta e che dice tutto e il contrario di tutto, dopo le polemiche nate dalla disapprovazione sulla legge contro l’omofobia, era necessario mettere in pasto ai media – e all’auditel- l’ennesima discussione-trash sull’argomento.

Tra gli ospiti l’onorevole Farina, il solito Cecchi Paone, Alba Parietti (a che pro?), don Barbero (il prete che ha celebrato molti matrimoni gay), Maurizio Ruggiero (un bigotto il cui nome la trasmissione ha passato solo una volta all’inizio del programma forse perchè se ne vergognava,) Vittorio Sbarbi seduto su di un trespolo e un gruppo di coppie omosessuali sposati o in procinto di farlo, di cui una lesbica incazzatissima che, come minimo, viene usata come agente di sfondamento nelle partite di Rugby o guardia notturna nelle ville private al posto dei cani da combattimento.

La discussione inizia pacatamente, ma la situazione si scalda subito, non appena il cattolico integralista e tradizionalista Ruggiero inizia ad usare parole come sodomiti, parola che non sentivo più dai tempi del catechismo. Cecchi Paone entra nella sua parte del Paladino dei Finocchi e inizia a sbraitare in maniera piuttosto cinematogafica, direi da copione da talk show di terza lega, mentre la Parietti si alza in piedi dando del cretino all’interlocutore.

Sgarbi si alza e se ne va visibilmente disgustato. Ma poi ritorna, dicendo castronerie che non stanno nè in cielo nè in terra (qualcosa tipo: “Oggi è domenica e la domenica, essendo consacrata al Signore, non si deve parlare di finocchi”). Anche l’onorevole Farina si allontana dagli studi, mentre uno dei ragazzi gay che era stato invitato col suo compagno, arriva ad alzarsi in piedi fino ad urlare le sue ragioni sul muso di Ruggiero, in evidente difficoltà nel parlare la lingua corrente Italiana.

Io mi chiedo come mai non si riesca mai a parlare di questo argomento senza arrivare a fare queste scene pietose da botteghino, senza dover arrivare ad urlare come pazzi e far capire a casa l’esatto contrario di quanto ci s’era predisposti di far capire. Su queste basi non ci potrà mai essere un confronto, un dibattito, un chiarimento, una svolta. Possibile dover assistere queste scene così disgustose? Sarà un giorno possibile parlare di omofobia o di omosessualità senza dover ricorrere alle mani o agli insulti?

Posted in Absurd, C'è Tutto un Mondo Intorno, I Love Trash!, Lo Spettacolo, Pensieri & Parole, You'r so Gay | 13 Comments »

Occhi Negli Occhi

Strano come due occhi sconosciuti che si incrociano casualmente per strada possano rimanere così incollati insieme da costringere le due persone a fermarsi con la testa girata indietro. Come se nell’istante in cui sono entrati in contatto, si fossero formati dei fili invisibili che rendono impossibile qualsiasi altro movimento della testa, quasi che a staccarsene si possa avvertire del dolore fisico. Cos’è l’alchimia? è veramente chimica quella che scaturisce fra due persone che all’improvviso si ritrovano sguardo dentro sguardo? due occhi azzurri che ti passano davanti e tu non puoi fare a meno di guardarci dentro, e immaginare la sua vita, dove stia andando, con chi condividerà questo momento di attimo fuggente venutosi a creare dal nulla.

Il semaforo divenuto verde richiama la mia attenzione e mi costringe a riprendere la mia vita e a lasciarti andare, anche se il mio pensiero è rimasto fisso su di te. Perchè ti sei fermata a guardarmi?

Posted in Pensieri & Parole | 15 Comments »

La Scatola Vuota

imbarazzo

Stamani il SuperMegaDirettore è entrato nel nostro ufficio esordendo con quel suo cipiglio da grande imprenditore e il sorriso bonario del buon padre di famiglia (mi ricorda qualcuno ma non capisco chi…):
- “Bisogna fare il punto della situazione, per cui oggi pomeriggio, al ritorno dalla pausa pranzo alle 14.30 vorrei vedervi in sala riunioni per un brain storming”.

Ecco. Non solo me ne sono completamente dimenticato, ma sono rientrato pure con mezz’ora di ritardo! Al mio arrivo avevo il vago sospetto di essere al centro dell’attenzione e non certo per un merito che mi distinguesse dalla massa. Il SuperMegaDirettore mi ha guardato sorridendo: “Gipris… finalmente sei fra noi…”.

Appena seduto, il SuperMegaDirettore ha iniziato a dire che la situazione non è buona, che occorre impegnarsi di più, soprattutto per trovare idee nuove che facciano aumentare l’appeal del nostro canale televisivo nei confronti di chi lo guarda e ha iniziato a chiedere agli astanti qualche suggerimento.

Forse qualcuno di voi non capirà fino in fondo il motivo per cui un giovane grafico decida di autosuicidarsi elevandosi sulla massa e offrendo la propria testa al boia che attende davanti al ceppo mentre di gongola con l’ascia in mano, per cui ve lo dirò io. Mi sentivo messo in luce in maniera negativa e ho deciso di aprire bocca e dire la mia per cercare di far cambiare la bassa opinione che il SuperMegaDirettore aveva di me in quel momento. Così ho iniziato a tirar fuori quel poco che sono riuscito a trovare nel mio cervello.

Ora, dovete immaginare il mio cervello in quel momento come una grande immensa scatola con dentro pochi sassolini sparsi qua e là. Ogni sassolino è un pensiero, un’ideuzza… Non sono allineati in maniera ordinata ma sparpagliati qua e là e per metterli insieme ho iniziato un discorso contorto, incerto, del tutto sconnesso senza sapere neanche dove sarei arrivato.

Invece che rabbuiarsi come farebbe un qualsiasi animale pensante nel tentativo di capire cosa io stia cercando di dire, il SuperMegaDirettore si è illuminato e ha iniziato a fare riferimento a me come promotore di un’idea formidabile e mai udita prima! E mentre io pensavo di avere rivelato il segreto dell’acqua calda, lui continuava a dire “Gipris ha ragione!”, ” Gipris ha visto giusto!”, ” …come dice Gipris, bisogna… ” .

Mah… se non altro adesso si ricorda come mi chiamo.

Posted in Dirty Work, It's My Life, Pensieri & Parole | 13 Comments »

Tristezza infinita è…

hi-oh

… il Supermega direttore della azienda per la quale lavori da cinque anni che nel chiamarti, dapprima sbaglia il nome, poi capisce di aver sbagliato e ricerca nella propria banca dati situata nel suo cervello il nome giusto e, non trovandolo, annaspa, si inceppa, fa scena muta per due secondi e poi rinuncia, proseguendo a richiedere la cosa per la quale era entrato nel tuo ufficio.

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