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Bon Ton/ Abbigliamento #1

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Ottobre è arrivato. La tintarella è ormai un ricordo sbiadito come le foto di mio nonno in calzoncini corti e il tran tran quotidiano ha ripreso ufficialmente il suo pieno regime. E’ tempo, dunque, di riprendere in mano le nostre rubriche a cominciare da quella del Bon Ton a cura di Lady Petunia. Grazie a Google Analytics mi sto rendendo conto, infatti, che ci sono molti utenti che approdano al mio blog nella speranza di trovare una risposta alle loro domande di grande profondità esistenziale, quali “Regole Bon Ton + abbigliamento”, “I calzini devono essere intonati alla cravatta?” oppure “L’abbronzatura non è per le signore”. In effetti, al di là delle esigenze e delle direttive della moda corrente, ci sono alcuni must che devono essere rispettati per ogni occasione che si presenti.  Quindi, in sostanza, come dobbiamo vestirci per essere sempre perfettamente a nostro agio in ogni occasione? Oggi parleremo delle – poche in realtà – regole d’oro che caratterizzano l’abbigliamento maschile, rimandando quello femminile alla prossima sessione.

L’abbigliamento Maschile.
Il principio base per la scelta del giusto vestito, diciamolo, è solo quello del buongusto. Non c’è bisogno di spendere grosse cifre per vestirsi, ma si può optare per qualcosa di economico purchè stia bene indosso. Il secondo principio, invece, è valutare attentamente le esigenze del nostro guararoba rispetto alle nostre occasioni mondane. Io dico che un completo grigio scuro di fresco lana non dovrebbe mancare mai nell’armadio perchè si rivela adatto a qualsiasi occasione, da abbinare con calzini grigio scuro e una cravatta sobria.

Quando si sceglie un accessorio come una cintura, una collanina o delle scarpe occorre sempre tenere conto di come siamo vestiti. Ad una camicia ricercata o a dei pataloni vistosi affiancheremo una cintura semplice o delle scarpe non troppo appariscenti per non sovraccaricare maggiormente la vista di chi ci guarda. Al contrario, un abbigliamento semplice composto da un jeans elegante e una camicia nera o bianca potrà essere impreziosita da una cintura o un accessorio più vistoso che dia carattere al vostro abito.

Durante la giornata.
Il Bon Ton prevede che durante la giornata l’uomo indossi un vestito da giorno beige, marrone o blu che andrà sempre bene in qualsiasi occasione, anche quella imprevista. La camicia durante il giorno potrà essere a righe o di altri colori tenui ma mai bianca, da usale solo la sera. I calzini, quando non si possiedono nella stessa tinta del pantalone o del vestito, andranno bene in un color grigio scuro.

In varie occasioni.
Colloquio di lavoro: mai nè troppo sciatti come jeans e maglietta – a meno che non cerchiate lavoro come autotrasportatore o in qualche cantiere come manovale- nè mai troppo elegante, ma è preferibile un abbigliamento sobrio e dai colori neutri, che comunichino affidabilità.
A Lavoro: il vestiario varierà a seconda del grado che si ha. In alcuni casi è preferibile un abbigliamento sportivo ma non troppo.
In Campagna: andranno benissimo maglioni, giacche in tweed o giubbotti o giacche di renna. In fondo non siamo in passerella nè ad un’udienza Papale.
Ad una Colazione: ovviamente si parla di colazioni importanti, quindi è bene rimanere eleganti con un completo classico in tinta unita, una camicia -va bene anche colorata- e scarpe da passeggio.
A Teatro: per chi ci va è bene ricordare due regole ferree,  e cioè che ad una prima occorre il frac (potete noleggiarlo) e alle altre andrà bene un abito scuro.
Ad un Matrimonio: in tight se lo sposo è in tight altrimenti andrà bene un abito scuro ma non nero.

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Scata-Fashion #3

Riapro i battenti del mio salotto un po’ caciarone e minimal-gossipparo con questa foto dedicata alla star che ultimamente sta invadendo i blog di tutto il globo terrestre. Per la serie Oops! I did’it again. Complimenti per la mise signorina… mia sorella indossava un grambiulino simile al nido nel lontano ‘86.

scata-fashion02.jpg

Tra le ultime novità:

  • Al grido di She’s so Lucky, she’s a Star. I giudici, dietro la spinta dell’ex marito che punta a toglierle la custodia dei figli, vogliono obbligarla a sostenere un test per capire se Britney Spears abbia dipendenze da alcool o droghe… evidentementente i filmati, le foto e tutto il materiale a loro disposizione non bastava;
  • Quando si dice piove sul bagnato. Lo stato della California sta valutando l’idea di sbatterla dentro per un po’ per aver guidato – e creato un piccolo incidente- con una patente non riconosciuta in quello Stato.

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Meme notturno

Detto sinceramente fra noi, io odio le catene di sant’antonio, i meme, i “passa a tutti” e tutto quello che mi obbligano a fare contro voglia, soprattutto sul blog. Essendo uno spazio mio voglio essere io a decidere cosa pubblicare e cosa no. Ma il meme notturno di Ranabottola alla fine era carino e la musica, giocando un ruolo fondamentale nella mia vita, non potevo certo escluderla così su due piedi! E così ho raccolto il suo invito.
Il gioco è semplice: raccattare le canzoni che più ti rappresentano, sedici al massimo, e schiaffarle sul proprio blog. Io le ho inserite in un ipotetico iPod, ma potete benissimo metterle in forma testuale a mò di elenco della spesa. Poi, e qui entra in gioco il “passa ad altri”, nominare altri blogger in un numero imprecisato. Un modo come un altro per investire in pubblicità visiva.

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E adesso, al grido di volemose bbene! nomino: Lord, ItalianPsyco, Falcon82 (so che stai ristrutturando… aspetteremo), Lapis.

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Processo a Gipris: tutta la verità

alice.jpg

Bene. Siamo arrivati alla conclusione di questa manfrina messa in scena dallo psicopatico possessore di ’sto blog per mostrare quanto un’accusa simile possa avermi scosso e turbato, alla faccia di chi insiste a dire che ho poca sensibilità. Tiè! Adesso mostrerò le cose come stanno, e vorrei che voi che state leggendo, possiate fare da giuria popolare. Il vostro verdetto lasciato sui commenti decreterà la mia sorte. Come la sciocca Alice in Wonderland, mi presento al cospetto della Corte di Giustizia per subire il processo fantoccio di cui si conosce già il verdetto finale. Cominciamo.

Le cose dette in una sera
stanno nella tua coscienza
la tua parola più sincera
comunque ti salverà

I Fatti. Il colloquio incriminato
Ore 18.30 Uscendo dall’azienda, avviandoci alle rispettive auto. Un minuto di tragitto.
Collega. …e poi questa è stata una settimana un po’ agitata per me…
Gipris. Come mai?
C. Beh io e il mio ragazzo siamo stati un po’ in apprensione perchè ho avuto dei ritardi… t’immagini se fossi stata incinta? Siamo stati tesi come corde di violino fino a ieri quando ho capito che non lo ero ahaha!
G. Vabbè, al massimo avresti potuto abortire, anche perchè alle prime settimane non si può parlare ancora di vita… oltretutto non sareste stati neanche in grado di potervelo permettere in questo momento se non sbaglio…
C. No no, per carità… probabilmente avrei abortito… però onestamente a farmi aspirare… boh, non so…
G. Beh, dai, al massimo avresti goduto su quel lettino! ahaha!
Ci separiamo e ognun per la sua strada.

La parola all’accusa.
Gipris mi ha deluso fortemente! tirando fuori una battuta così bassa, così volgare, così fuori luogo, che da lui non mi sarei mai immaginata! “Avresti goduto a fartela aspirare…” Ma cosa ne sa lui di come si può sentire una donna quando avvengono queste cose! che ne sa lui se mi sia già successo in passato e cosa abbia provato, o se è successo ad una mia amica… Se fosse stato più intelligente non avrebbe tirato fuori quella grezzata! Io non so con che tipo di persone lui abbia a che fare, ma dalle mie parti non è così che ci si comporta nei rapporti interpersonali! Ha confermato l’idea che mi ero fatta di lui il primo giorno… e in tutti questi anni non ha mai fatto niente per migliorare il nostro rapporto! E poi… sono tre anni che lavoriamo insieme… mai una volta che lui abbia raccontato di se, della sua vita, delle sue cose! Mi sono illusa che con lui mi potessi aprire, invece mi sono dovuta ricredere! vorrà dire da adesso in poi i nostri rapporti saranno prettamente di lavoro!

Bisogna metterci la faccia
che tu non voglia o che ti piaccia
bisogna metterci la faccia
qualunque cosa tu dica o tu faccia

La parola alla difesa.
Come avevo già dichiarato, la mia voleva essere solo una battuta per sdrammatizzare il tutto, giacchè alla fine non era realmente successo niente (solo un ritardo e comunque la faccenda si era risolta felicemente la sera prima) e desideravo chiudere l’argomento con un sorriso. Niente di più. Se io sono stato poco intelligente a tirare fuori una battuta fuori luogo, lei è stata poco intelligente a non capire che si trattava solo di una battuta, anche se brutta o stupida.
Per quanto riguarda l’accusa sul non aver mai fatto niente per migliorare i nostri rapporti, posso dimostrarle che non è vero: io dopo un anno di lavoro al suo fianco, mi rendevo conto di venire trattato con sufficienza… e di conseguenza anche io la trattavo allo stesso modo. Finchè non ho analizzato il tutto e mi sono reso conto che, fin dall’inizio, inconsapevolmente, mi sono posto male nei suoi confronti (a causa di una battuta sciocca anche lì). Mi sono dunque messo in discussione e ho capito che il problema ero io, e infatti cambiai atteggiamento… e di conseguenza anche lei, migliorando il tutto. Ovviamente gliene parlai e lei (e anche il suo ragazzo che era presente) ne rimase compiaciuta. Ma un suo difetto è quello di avere i paraocchi… in tutto, anche sul lavoro: se si fissa su una cosa, è quella senza possibilità di riscatto (come qualche giorno fa che si è impuntata su una cosa grafica mentre tutti gli davano contro, ammettendo di non aver neanche letto la documentazione allegata).
L’ultima accusa… non parlo mai di me. E’ vero, sono una persona riservata sul lavoro e preferisco lasciare fuori la mia vita privata. Ma in questo che male c’è?

Si può infrangere la legge
ma non c’è un make-up per l’anima.

Ora tocca a voi signori della Giuria. Emanate il vostro verdetto.

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Il V-Day come il 14 Luglio?

L’8 Settembre è stato il giorno del V-Day. Grillo che gridava e incitava la folla, denunciando corruzione, privilegi ingiusti e intolleranti da parte dell’establishment, il bisogno di eliminare la classe dirigente attuale ormai vecchia e ridare la politica in mano ai cittadini, perchè il vero governo deve stare in mano al popolo. La classe politica non fa una piega a parte alcuni membri. Si parla di qualunquismo, di antipolitica da parte di Grillo; addirittura di terrorismo! c’è chi afferma sorridendo “E’ solo un comico…”.

Ma se il V-Day potesse essere paragonato al 14 Luglio 1789? Per chi non ricordasse le nozioni di storia, in tal giorno è iniziata effettivamente la Rivoluzione Francese (anche se per diversi motivi, io ne attribuirei l’inizio a molto tempo prima), l’evento che è riuscito a spazzare via, non solo 12 secoli di Monarchia in Francia, ma in diversi Stati Europei, ribaltando completamente l’establishment dell’epoca, e segnando l’inzio dell’era Moderna.

Per un attimo mi è palesata davanti agli occhi questa singolare somiglianza. Prodi al governo che, trovandosi a capo di una maggioranza precaria, tentenna e non riesce a portare avanti niente di quello che vorrebbe fare. Anche Luigi XVI, apatico e incerto com’era, si ritrovava alle prese con Ministri arrivisti che, più che fare il bene della Nazione, cercavano di fare solo il loro bene, ricoprendo cariche ben pagate per le quali non erano portati. Probabilmente un po’ come Mastella.

Le casse dello Stato Italiano hanno una falla enorme e sono vuote, con un Tesoretto di appena 4 miliardi di euro contro i 1600 e rotti di Debito Pubblico. Anche la Francia, già nel 1770 presentava lo stesso problema, aggravatosi poi negli anni dagli sperperi della Corte e dagli aiuti inutili ad un’America in rivolta per l’indipendenza. Allora come oggi la classe dirigente viveva in un nugolo di privilegi senza ritegno, riceveva pensioni e stipendi da capogiro, arrivando a ricoprire le più alte cariche dello Stato attraverso ricatti, leccate di culo e inciuici scoperecci. Allora mancava il pane, oggi il lavoro (il chè è la stessa cosa). Allora, come oggi, Desmoulins incitava la folla ad insorgere contro un sistema politico paralizzato nel suo meccanismo antiquato e fuori dal mondo, reclamando la sovranità per il popolo. Proprio come Grillo, oggi, reclama il potere politico in mano ai cittadini, denunciando un sistema politico troppo fuori dalla vita quotidiana degli Italiani. Con la sola differenza che Desmoulins era un avvocato e un giornalista, mentre Grillo è un comico. Ma la zuppa è la stessa. Chissà che noi non stiamo vivendo gli albori di una nuova Rivoluzione, quella Italiana… Grillo ha ragione: abbiamo bisogno di parole nuove, persone nuove, idee nuove.

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Studio Aperto

Buongiorno e benvenuti a questa edizione speciale di Studio Aperto. Continua il caso che ha diviso l’Italia e che vede coinvolto il noto blogger Gipris in uno scandalo senza precedenti, accusato dalla collega di mancanza di sensibilità. La Magistratura ha raccolto tutti i dati relativi all’inchiesta e ha pregato il blogger di presentarsi al banco degli imputati per essere processato di fronte alla Legge. La collega fermata oggi per strada ha cercato di divincolarsi dall’assalto dei giornalisti e pare si sia beccata una microfonata nelle gengive, esordendo con un “Ma cribbio!!!”. Su iniziativa di un lettore del suo blog, un certo @nto, è nato un sito specifico dove è possibile firmare per perorare la sua causa, con il quale Gipris è riuscito a raccogliere la bellezza di 7 firme, di cui due fasulle (sembrerebbe dello stesso Gipris) da presentare al Presidente Napolitano prima del processo. Sempre su internet sembrerebbe che una carampana napoletana, imitando l’ormai famoso video in circolazione su YouTube “Leave Britney Alone”, abbia lanciato un nuovo filmato intitolato “Lasciat’o stà!” con sottotitolo “A vuolet ‘e furnìr e scassare ‘a uallera?”.

Intanto quest’oggi si è svolta una grande manifestazione di protesta da parte dei simpatizzanti del blogger che gridano la sua innocenza sulla faccenda, ma qualcuno maligna dicendo che si trattava giusto di quattro gatti. Dovremo aspettare quindi il processo per capire come andrà a finire questa faccenda. Da Studio Aperto è tutto, buona continuazione dei programmi.

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L’inchiesta

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Autoanalisi

C’è qualcosa che mi sta sfuggendo di mano, ma non capisco ancora cosa. Forse perchè ultimamente mi sto rendendo conto di essere una persona peggiore di quella che credevo di essere. Mi sono sempre vantato di avere quel qualcosa in più che mi rendeva una persona sensibile, gradevole; una persona con la quale aprirsi e confidarsi. Ricordo che, quand’ero piccolo, era l’unica cosa che potevo offrire agli altri, perchè non ero bello, non ero ganzo, non ero abbastanza di niente. Mi accorsi, però, che le persone si avvicinavano quando mostravo loro una parte emotiva in grado di saper ascoltare, di saper tirare fuori un lato che nessuno attorno a loro poteva offrirgli. Ed è stato questo aspetto che, col tempo, ho cercato di sviluppare e affinare per poter contare su una richiesta da parte degli altri. Una richiesta che mi rendeva vivo e desiderato. Patetico, no?

Ieri, invece, tutto questo è come se non fosse mai esistito. In un attimo sono stato messo alla stregua di un qualsiasi maschio simil-grezzo con il quale è impossibile parlare di un argomento personale qualsiasi. Le tue parole, pesanti come macigni, mi hanno fatto chiudere a riccio in un muto silenzio, impotente di fronte all’evidenza. E ho iniziato a pensare. Sono arrivato alla conclusione che, forse tutto sommato, non sono quella gran bella persona che credevo di essere. Eppure non ero così! che fine ha fatto quel ragazzo sensibile e profondo che ero? possibile che tutto il vissuto che porto addosso abbia intaccato così ferocemente quella mia prerogativa? fortificarsi giorno dopo giorno per essere meno vulnerabile mi ha portato a diventare un ragazzo vuoto e senza niente di profondo da dire. E questo fa più male di una scarica di pugni. Perchè colpisce direttamente al cuore.

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Britney’s future

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No more friends!

Siamo arrivati ad un punto morto, quindi è arrivato il momento di voltare pagina, riconoscere la tua incompetenza senza bisogno di conoscerne ulteriormente i dettagli e andare avanti senza di te. Dopo l’ennesima email, è giunta l’ora di togliere il banner dell’Aussiebum dalla lista Friends e chiedo a tutti voi un piccolo contributo per aiutarmi nella battaglia decisiva. No, niente paypal nè assegni bancari (oddio, quelli se volete potete inviarmeli comunque…), ma data l’ormai certa mia inadeguatezza nello scrivere nella lingua di Elisabetta, vi prego di aiutarmi a compilare una vibrante lettera di protesta! Vi spiego brevemente gli eventi finali e poi quel che vorrei scrivere.

Eravamo rimasti che, ad inizio estate, avevo ricevuto una loro email, nella quale asserivano di avere ricevuto indietro per la seconda volta il pacco che avevano provato a spedirmi. Ho risposto loro che al momento ero in partenza per le mie tanto sospirate vacanze e avrei deciso al mio rientro. Così, a settembre, son tornato alla carica dicendo se era possibile cambiare merce, visto che i costumi che avevo ordinato non sarebbero più andati bene l’anno dopo. Loro non si sono scomposti: mi hanno allegato un prestampato su cui scrivere la merce vecchia ordinata e specificare con cosa la volessi cambiare, dicendo di allegare questo foglio al pacco da restituire loro. Io lì per lì non mi rendo conto di quel che mi stanno comunicando, così mi dico: vabbè, magari se me li faccio spedire a lavoro, anzichè a casa, forse ce la fanno a consegnarmelo stavolta. E così gli comunico di spedirmelo presso l’azienda.

Passano dieci giorni circa, ma da loro non ricevo neanche una mail di conferma… Decido di capire se sto maledettissimo pacco l’hanno spedito oppure no, così gli scrivo per l’ennesima volta. La risposta è stata: “Noi non abbiamo ancora ricevuto la sua merce della quale lei desidera il cambio, quindi ancora non le abbiamo spedito niente”…

Razza di cretini NON MI AVETE MAI MANDATO NULLA!!!! Ed ecco che qui entrate voi. Voglio rispondergli in inglese specificando le seguenti cose:

“Signori,
vorrei precisare che io non ho mai ricevuto la vostra merce nonstante io abbia fatto l’ordine a Maggio 2007, e quindi non ho niente da rispedirvi indietro. Vi avevo chiesto di provare a rispedirmi la merce ad un altro indirizzo, ma a questo punto, dopo tanto tergiversare, sono un po’ stanco di attendere, quindi preferisco riavere i miei soldi indietro. Vi prego, quindi, di farmi sapere quanto prima cosa devo fare per ottenere il rimborso.
Grazie”

Si l’avrei scritta più scurrile e vibrante, ma preferisco rimanere in toni più civili. A tutti coloro che mi aiuteranno, riceveranno la mia stima e un mio sentito Grazie!

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