Posso dire che la rubrica di Amici della Maria ha avuto un grande successo? in attesa in una seconda puntata che alzi nuovamente lo share di questo blog, su suggerimento di Athena, mi accingo a voltare pagina e ad inserire un nuovo post. Ieri, nel tardo pomeriggio, mia sorella mi ha convinto ad accompagnarla in un negozio della periferia di Firenze con la sua macchina, a patto che quella vecchia carretta la guidassi io. Durante il tragitto, però, l’inconveniente: la macchina ha deciso di non voler più proseguire il viaggio, e si è spenta nel bel mezzo della corsa fermandosi nel mezzo della carreggiata… ovviamente nel punto più bastardo che ci possa essere: in un viale a tre corsie, esattamente su quella centrale (per chi è della zona Viale XI Agosto, detto anche viale del metano…). Prima che la macchina esalasse l’ultimo respiro ho visto accendersi a mò di albero di natale tutte le spie presenti sul cruscotto.
Io- …è normale che faccia così?-
“Qualcosa mi dice che è partita la centralina…” dico a voce alta, parlando più a me stesso che a mia sorella. Le macchine sfrecciavano veloci ai nostri lati strombazzando indignate per il nostro improvviso arresto nel bel mezzo della strada. Come in un quiz di serie Z condotto dal più improbabile dei conduttori televisivi improvvisato, magari scoperto grazie ad un reality di seconda serie o riciclato dal paleolitico della musica italiana, ci siamo trovati di fronte ad un’imbarazzante scelta di due buste:
- busta A. Scendere dall’automobile rischiando di farci portare via entrambi gli sportelli dalle macchine in corsa o, peggio, farci travolgere come due volgarissime zoccole – termine napoletano inteso per rappresentare due grandi topi di fogna-
- busta B. Attendere all’interno dell’abitacolo, magari chiamando rinforzi, rischiando però un tamponamento a catena con conseguente colpo di frusta, colpo della strega e colpo di grazia.
Abbiamo scelto di giocare il jolly, rappresentato da una pattuglia della polizia municipale che è venuta a trovarsi a passare di là, dalla quale sono scese due vigilesse: una tarchiata e tonda con un muso tanto duro da ricordare un BullDog e lo sguardo da psicotica (sicuramente lesbica), l’altra esile e sorridente, chiaramente succube della sua ingombrante collega. Un classico. La tarchiatona mi si è avvicinata al finestrino esordendo a mò di sfottò:
- Allora, la spostiamo sta macchina o dobbiamo pensarci noi?!?- Già mi immaginavo l’energumena agente prendere di peso la povera Opel Corsa grigio topo sporco e accostarla al marciapiede come avrebbe fatto l’Incredibile Hulk.
Ma che razza di cretina ’sta qui! “Se magari mi ferma un po’ sto traffico”, ho esordito, “la sposto!”, mica voglio farmi mettere sotto da questa specie di Indianapolis ho pensato. Ma dimmi te se devo farmi sfottere così da ste due traslazioni al femminile di Stanlio e Olio! Alla fine siamo riusciti finalmente a mettere la macchina da una parte, così ne ho approfittato subito per chiamare il Pronto Intervento Guasti Automobilistici col mio cellulare:
- “Babbo! ci s’è fermata la macchina, che puoi venire?”
E, ovviamente, al negozio non siamo andati.
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