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La sera Leoni, la mattina…

La serata di ieri ha visto un Gipris spumeggiante. Battute pronte, sarcasmo e buonumore. Ogni tanto mi fa bene uscire con i miei amici a prendere un aperitivo in un locale. Ieri ne abbiamo girati addirittura due. Il gettonatissimo e ormamai inflazionato Moyo dove ho consumato un Mojito (grazie Beca per la correzione! ormai è risaputa la mia più totale ignoranza con le terminologie non italiche) piuttosto buono e fumato una siga scroccata alla Juressa (in genere non fumo, ma in compagnia degli amici mi piace scroccarne una tanto per darmi un tono) e successivamente all’Angie’s, un irish pub di bassa lega frequentato perlopiù da stranieri in erasmus e pezzenti col cane al seguito dove gli altri han voluto consumare un panino tanto per assicurarsi l’incubo notturno quotidiano. A presiedere la serata insieme al sottoscritto c’erano la Juressa, Pisè e la Pisto, il mio ex storico. Mancava giusto Smics che era a letto col cimurro. Ho rischiato anche la vita quando un’Ape50 ha cercato di farmi la pelle facendo marcia indietro. Te possino… Argomenti della serata? cazzi e cazzate as always. Però mi ci voleva. Mi sono perso l’ultima puntata dell’Isola dei Famosi, ma tanto sapevo che avrebbe vinto la Villa. Stamani, però, ho dovuto chiamare un paio di infermieri del reparto geriatrico di Careggi per farmi aiutare ad alzare dal letto, e deambulando come Samara, la bambina di The Ring che esce dalla tivvì, sono uscito di casa senza manco pettinarmi e mi sono trascinato in ufficio. Attività cerebrale = non pervenuta.

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Top List of the Week

Perdersi in 1,74mq
Ovvero lo stanzino di casa mia. Mio padre ha rivoluzionato completamente gli scomparti del ripostiglio, spostando mensole e togliendo armadietti e porta scarpe. Risultato? ho impiegato 8 minuti per trovare un pacchetto di fazzolettini.

A proposito di vacanze
Io e Bi abbiamo appena prenotato un paio di voli. I primi di gennaio partiremo alla volta di Praga e Parigi, giusto giusto per vedere iniziare i saldi in due capitali Europee da favola. Al momento della prenotazione ci hanno richiesto la carta di credito specificando che non verrà utilizzata, ma era solo a garanzia della prenotazione. Ora mi chiedo: perchè l’albergo di Parigi ci ha già ciucciato 60,00€ di cauzione?

Porto d’armi
Grazie Paluani grazie, grazie Paluani grazie! E’ in questi momenti che vorrei distruggere il tubo catodico con una fucilata.

Men’s Health
Trovo che questa rivista sia stata pensata appositamente per i finocchi. Muscoli guizzanti e possenti ad ogni passo; pagine e pagine di pubblicità e articoli con protagonisti ragazzoni dal sorriso sensuale e lo sguardo lascivo. Gipris ha deciso quest’estate di abbonarsi. Ora vorrei sapere perchè il postino si rifiuta di recapitarmeli da oltre due mesi. Te li stai tenendo te, bastardo?

Precauzioni
In casa si aggirano untori di peste bubbonica: nasi colanti, voci nasali e quant’altro possa far parte della categoria Muco&co. Gipris per precauzione stasera si prende un’aspirina. Hai visto mai…

Voglie#1
Non pensate subito male… E’ che ultimamente mi sono innamorato della nuova Smart e probabilmente venderò la mia Topina (trovo che la Ford Ka assomigli ad un grosso criceto…), per acquistarne una nuova fiammante. Possibilmente diesel. E’ una macchina piccola, lo so, ma fortunatamente non ho complessi di dimensioni da compensare.

Voglie#2
E’ ormai un annetto che ci penso, e credo proprio che in capo ad un paio di mesi mi farò un bel tatuaggio. Sicuramente lo farò sul bicipite e/o su parte della spalla laterale, il cosìdetto deltoide. Negli ultimi mesi ho tirato fuori un’aggressività che ho sempre represso per quieto vivere, e adesso voglio esprimerla così.

Sogni
Non so se devo preoccuparmi o meno… ma ieri notte ho sognato di andare a letto con due donne… e stanotte di essere l’amante di Nicole Kidman. Sarò mica lesbica?

AND THE WINNER IS
Gipris ce riprova. Non contento di come erano andate le cose l’ultima volta, sono tornato sul sito dell’Aussiebum e sono ricaduto in tentazione, ordinando un paio di slippini per il mare. Si, sono decisamente avanti. A distanza di quasi due settimane dall’ordine, però, ancora non ho ricevuto niente. Devo preoccuparmi?

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Coming Soon

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Pro o contro?

Avere un compagno che legge il tuo blog non è sempre positivo. E’ facile ferire una persona che ami. Più facile del semplice respirare. Una parola, una frase, un commento, un aneddoto cretino e insignificante possono concorrere ad essere causa di stupidi fraintendimenti. Non c’è una cura specifica a determinate casistiche. L’amore vince su tutto? boh, non lo so. Ci ridi sopra; spieghi il nulla all’altra persona e ti chiedi quanto le tue parole sincere possano arrivare là dove tu speri che arrivino.

Update
Il blog non è un diario segreto, altrimenti lo lascerei su un documento word sul mio pc e tanti cari saluti. Un blog è un blog. Quel che sono quì, alla fine lo sono anche nella vita reale. Il motivo della discussione è stato Mr. Chiappedoro. Ma alla fine anche lui non fa altro che nominare questo o quello. Quindi mi è bastato solo fare leva su questa cosa per far tornare alla normalità la situazione. Nel giro di pochi minuti. Per quanto riguarda il cockring… già sapeva tutta la storia dall’inizio. In fondo eravamo già amici da un paio d’anni all’epoca. Per adesso… grazie a tutti gli analisti intervenuti. :)

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Make me a Supermodel #2

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Stavolta, per lo spazio dedicato ai supermodelli virtuali, è toccata ad una ragazza. Comunque vi invito caldamente a vedere la photoscioppata che han fatto su Christina Aguilera per vederla senza trucco. Da panico.

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Hair Creations

Non capisco chi si ostina a tenere i capelli lunghi anche quando gliene sono rimasti diciotto in testa. E manco possono dire pochi ma buoni perchè lo vedi da lontano che si tengono aggrappati al cuoio capelluto con la forza della disperazione tipica di chi non vuole abbandonare la vita. Praticamente l’ombra di se stessi. Stanchi, sciupati, solitari come i militari del film Salvate il soldato Ryan.
Personalmente non tengo molto alla chioma fluente. Ho provato a farli crescere, rincorrendo il mito del ragazzo con i capelli lunghi e dallo sguardo catalizzatore nascosto tra i ciuffi romantici e sexy dei capelli lunghi.

Con risultati da incubo.

Gonfi, ingestibili e pieni di ritrose. Praticamente un fungo atomico in testa, tant’è che i miei amici avevano preso a chiamarmi Hiroshima. Quando cercavo di addomesticarli a colpi di phon, cera e gel la mia chioma prendeva le sembianze di una parrucca di una geisha, e allora il mio nome cambiava in Hatsumomo, l’antagonista del romanzo Memorie di una Geisha. Così li ho tagliati. Ho detto a Paolo, il mio Hair Stylist di fiducia – massì, diamoci un tono international- di creare un qualcosa con la mia testa. Così si è sbizzarito e a colpi di forbici e rasoio mi ha rasato i capelli attorno alla testa, lasciandomi un ciuffo più lungo davanti, in modo da ricreare il mito del ragazzo con i capelli lunghi e dallo sguardo catalizzatore nascosto tra i ciuffi romantici e sexy dei capelli lunghi.

Praticamente un taglio da checca.

Ora mi aggiro furtivo con un cappello in testa e gli occhiali da sole come le star hollywoodiane per non essere riconosciuto e additato dai passanti come la travestita. Bi, povero, dice che sto benissimo e che questo taglio mi fa sembrare più giovane. Che tesoro. L’amore si posa lieve e delicato sugli occhi come due bistecche alla fiorentina oscurando la vista e i sensi. Alcuni amici gli fanno coro. Altri, invece, minacciano di rivolgersi alla buoncostume se non mi tolgo ’sto ciuffo orrendo da davanti agli occhi! Io, intanto, lo lascio. Allo specchio mi piaccio, e tanto mi basta. Magari più avanti posterò una foto.

Se non altro, ora, non assomiglio più a nessuno.

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The kitsch is served

Il carrozzone del circo è arrivato e ha scaricato il suo contenuto proprio davanti al portone di casa mia. Una bella vista per un lunedi mattina fiacco e senza sale come quello di oggi, non c’è che dire. In questo periodo sono un po’ sommerso di lavoro (avercene!) però quando mi son trovato davanti le travestite le girls non ho potuto esimermi dall’aprire un post per vomitarci dentro la mia confusione. Le Spice fanno la loro comparsa sui teleschermi americani con un vecchio cavallo di battaglia, Stop! in promo del loro prossimo tour.

Cantando in playback.

Sai che novità… Si sono presentate travestite da Christina Aguilera per poi passare ad ambientazioni di sofisticato boudoir da Moulin Rouge. Che poi è sempre Christina Aguilera. Complimenti per l’originalità. Il loro tour, quindi, preannuncia grasse risate – e non solo quelle a giudicare dalle stazze delle balenottere urlatrici- che Gipris non potrà perdersi. Ora devo solo trovare il disperato di turno che abbia voglia di seguirmi in questa follia. Signori e signore del Kitsch unitevi (Alebino parlo con te). Qui dobbiamo organizzare una vagonata per andare al concerto più trash – e gaio- del millennio. 

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Foto: Socialite’s Life.

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Confessions on a dance floor

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Un passato, neanche tanto remoto, riaffiora alla mia mente all’improvviso, riaprendo quella scatola di ricordi, desideri e sensazioni che avevo dimenticato. Ripulendo l’armadio dalle mille scartoffie presenti, trovo una vecchia valigia che parla di me, o almeno, di una parte di me. Quella dei lustrini. Quella della giovinezza (tardiva direi anche). E’ lì, in un angolo dell’armadio, sommersa da altri oggetti e abiti smessi che ogni volta mi ripropongo di dare in beneficienza. La apro. Ne scruto il contenuto. So già cosa contiene, non avrei bisogno di tirare fuori tutto… ma voglio permettere a quegli oggetti di parlarmi, di raccontare la loro storia; così, ad uno ad uno, li appoggio per terra:

  • Un cappello di feltro bianco stile gangster.
  • Una bottiglietta di olio Johnson.
  • Cinture di varia specie, alcune borchiate, altre fini, una di una lunghezza doppia.
  • Un cockring in acciaio (…)
  • Un cappello da cowboy.
  • Una scatola di brillantini in polvere con relativo batuffolo in cotone.
  • Braccialetti in pelle, alcuni borchiati.
  • Una culotte nera trasparente di Eros Veneziani.
  • Una culotte a vita bassissima rosso ciliegia ricoperta di paillettes con una ciliegia di plastica applicata da una parte.
  • Un cappello da marinaio.
  • Un paio di pantaloni in latex neri e uno in cotone bianco.
  • Un piccolo foulard rosso.
  • Un gatto a nove code in cuoio.

Forse qualcuno avrà indovinato. Nonostante la mia statura da nano da giardino, c’è stato un tempo che mi ha visto lavorare in discoteca e per alcune feste private come spogliarellista. Sembra assurdo, lo so, ma è così. Ci sono fotografie a confermare quanto dico che però evito di pubblicare in onor della decenza.
C’era elettricità in quelle serate. Tutto si sviluppa in una maniera diversa quando si è protagonisti, e stare su un palco o su “un cubo” significa avere gli sguardi posarsi sul tuo corpo, su ogni tua curva, su ogni muscolo, su ogni espressione del viso. Ogni movimento impercettibile diventa importantissimo. Si è letteralmente in vendita. E questo ti gasa, ti monta, ti fa sentire parte dell’Olimpo anche se in realtà non sei nessuno. Ogni minima approvazione ti da la carica per spingerti oltre, a compiere gesti e movimenti che stuzzichino la fantasia erotica degli astanti. Mani che si allungano, voci sussurrate all’orecchio al tuo passaggio, richieste di ogni tipo e gente, sempre tanta gente, nei camerini. Amici di amici di amici di amici… tutti curiosi di entrare nel backstage.
Sesso nei momenti morti dell’animazione consumato in ogni anfratto o cesso che sia.

Tutto è iniziato per caso, tramite Gaydar dove avevo un profilo. In un mondo che punta all’apparire piuttosto che all’essere, avere un fisico ben sviluppato ti apre molte strade. Puoi essere anche un mostro in faccia: il fisico compenserà quella scarsa sensibilità che la Natura ti ha dimostrato. Ricordo che mi chiamarono perchè servivano volti nuovi per il Capodanno 2006, con volti normali e corpi di media statura. “Vogliamo mettere sul palco il classico ragazzo della porta accanto” si giustificarono. La verità, secondo me, è che non avevano molti soldi da spendere. Accettai con gaudio, elettrizzato dall’idea di un’esperienza nuova, diversa. Centrale. Alla fine risultammo cinque ragazzi, alcuni con un piccolo passato di dancer, altri, come me, completamente acerbi. Provammo e riprovammo per intere settimane balletti e coreografie, passi e scalette della serata. Ideammo scenografie e ci improvvisammo sponsor di noi stessi, andando nelle serate in discoteca vestiti con magliette ideate da me con impresso il logo della disco e dell’evento. Avevo una paura fottuta di fare una figura di merda e mi impegnai a fondo, provando anche a casa, da solo. Imparai a memoria i passi di Hung Up e altri studiati appositamente per altre canzoni.

La serata a dirla tutta non fu un granchè: l’Hub di Lucca assorbì praticamente tutto il mondo frociarolo della provincia Toscana e dintorni, ma io mi divertii tantissimo ugualmente. Quella sera fu il trampolino di lancio per altre serate in altri posti. Arrivai perfino a fare lo spogliarellista in feste private, con i classici pantaloni a strappo che si tolgono in un colpo solo. Ne ricordo una in particolare, in una Villa dispersa nelle campagne tra Prato e Pistoia. Due donne gemelle compivano 40 anni. Legate alla sedia, ma con le mani libere, furono “costrette” a ricevere per regalo di compleanno due ragazzi che, vestiti da cameriere, si sono spogliati fino a rimanere in mutande a due centimetri dai loro corpi. Vedevo l’imbarazzo mischiato all’eccitazione delle due donne che si chiamavano urlando fra loro nonostante le due sedie fossero legate insieme, mentre con le mani mi toccavano il ventre e i pettorali. Ero gasatissimo. Mi sentivo Rocco Siffredi durante una performance in pubblico. Lì ci beccai mio cugino. Che figura di merda… mi avvicinò chiedendomi se ero veramente io (avevo gli occhiali da sole…) e gli chiesi di non riferire niente a nessuno.

Sono stato vestito da marinaio sexy, nudo con solo i pantaloni bianchi a vita bassa e un cappellino in testa; da cowboy con un lazzo in mano a seguito del film Brockeback Mountain; da galletto quando venne fuori l’influenza aviaria; da master con pantaloni in latex e gatto a nove code in mano con cui frustavo uno slave, performance che piacque ad un organizzatore di una disco su al nord (Verona? Padova? non ricordo…) e che mi propose un accordo… con annesse alcune prestazioni particolari. Rifiutai. Iniziai a stancarmi. Mi proposero di fare il barista all’Hub nonostante io non sappia manco riconoscere gli alcolici fra loro. “Imparerai. Basta che ti metti a petto nudo dietro il bancone e il resto verrà da sè”. Ci pensai per un po’… in fondo il popolo fociarolo vive di popolarità, e fare il barista nel covo frocio per eccellenza me ne avrebbe portata molta. Ma la paga era bassa e il gioco non valeva la candela. Rifiutai ancora. Mi chiamarono per altre occasioni, ma trovai il modo di divincolarmi. Nella mia vita stava entrando Bi e non c’era più spazio per tutto quello.

Quanti ricordi… per una valigia così piccola.

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Somiglianze

somiglianze.jpg

A torto di quanto possa dire MyHeritage che tra i personaggi dello spettacolo vede in me delle somiglianze con Madonna, Cindy Crawford, Laetitia Casta, Vivien Leight e perfino la Brittani, la vita reale riscatta questa sua prerogativa, assegnandomi due volti italici e, grazie al cielo, pure maschili. Negli ultimi due mesi mi è stato detto più volte e da più persone diverse di assomigliare a Lorenzo Flaherty e Filippo Neviani in arte Nek… e in effetti in diverse foto di Lorenzo vedo tante cose di me.

A me nun me piaceno.

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Primo Post

Nel mondo del blog ne è nato uno del tutto innovativo: Primo Post. L’autore pubblica esclusivamente i primi post dei blog in giro per la rete. Poteva Gipris esimersi dall’inviargli il proprio per vederlo pubblicato lì sopra?

Update
Will ha ragione, il vero primo post è quello del mio vecchio blog su piattaforma msn. Qui.

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