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Roma nun fà la Stupida Stasera

La mia azienda ha deciso di spedirmi a mò di pacco celere nella Città Eterna per supervisionare un servizio fotografico. Dobbiamo realizzare delle brochure e un sito internet e ci occorrono degli scatti fatti sul bus e sulla metropolitana di Roma. Così giovedì prenderò un Eurostar diretto nella capitale. Ora, provate ad immaginare: Roma, 70.000 gradi all’ombra, servizio fotografico dentro un autobus che gira per la città, lampade, calca, curiosi, sudore e puzza d’ascella all inclusive. L’idea di potersi vestire estivo è da scartare, perchè mi han già detto che dovrò avere un aspetto formale e professionale… Qualche diversivo?

Help!

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Televendita AIFO’

iphone.jpg

Modalità serio OFF.
Daje, Luciano, semo pronti?!? sbrigamose va, che co’ sto caldo c’ho na voja de sdraiamme ar mare che fa spavento. Daje, prima famo e prima se n’annamo.

Telespettatrice! Amica! Casalinga stanca che te ne stai stravaccata sur divano… mi senti? che cosa te va a proporre oggi la tua amica Veronika: un oggetto rivoluzionario che cambierà la tua inutile vita… Dice che è? AIFO’!!! Ma chi se l’è inventato sto Aifò… noi Italiani? see stamo freschi! Questo se lo sò inventato l’Eschimesi. Ma dice “Ma nun sò quelli che se salutano strofinandose er naso?” Appunto, a forza d’attaccasse er raffreddore se sò inventati sto telefono per salutasse a distanza! AIFO’, tutto metallo cotto a legna! Dice, che ce faccio co sto AIFO’? eh..  e che ne so, mò annamo a vedè!

AIFO’ te fà da telefono: ce chiami l’amica tua pe’ piagne quando lui te fa le corna e all’occorrenza, grazie ad un particolare brevetto, AIFO’ te diventa pure terapia de coppia: basta pijà bene la mira e glielo tiri in testa, ppeeem! và a morì ammazzato lui e quella sgallettata, tiè! Dice “Sò a fà la messa in piega ma nun me vojo perde la puntata de Biutiful?” AIFO’ te fà pure da televisore: lo metti pe orizzontale, l’accendi e te passa la paura! Ma soprattutto, amica singola, amica donna giovane… nun trovi ‘no straccio d’omo manco se te fai brucià in piazza der Popolo? che te frega: AIFO’ grazie ad un particolare brevetto te diventa compagno solitario: basta mettere la vibrazione e quando stai pronta, te chiami da sola cor telefono de casa! Uhhh… che fatica… Marikaa? quante telefonate sò rimaste? Dieci? Daje, all’urtime cinque je regalo pure le gomme di ricambio. AIFO’ sul link sopra l’impressione!

 http://www.wikio.it/concorso/iphone?sponsoringPlayerCode=7C7775374

Modalità serio ON.
Wikio propone un concorso interessante: “Vinci un iPhone con Wikio”. Clicca sul link per partecipare al concorso.

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Germania – Turchia

Ok, ammetto di aver visto la partita solo per vedere ballonzolare il gran pacco di Ballack, il capitano della Germania, del quale prego la regia di mandare due diapositive (QUI, QUI e QUI) . Per il resto non mi intendo di calcio nè ne riuscirò mai a comprenderne le regole di gioco. In fondo, come tutti i finocchi di questo mondo, anch’io sono bionda inside e da piccola ragazza di periferia quale sono, preferisco dedicarmi a qualcosa di meno competitivo: forse è anche per questo che non ho mai fatto sport in cui si richiedeva una partecipazione collettiva e, soprattutto, nessuno sport in cui ci sono palle da far girare. 

Per quelle basta la mia collega in ufficio.

Quindi via libera a sport come nuoto e palestra, che lì almeno non c’era nessuna gara di virilità da vincere. Solo contro me stesso. Devo dire, però, che i giocatori della Turchia me li aspettavo un po’ più… come dire… Turchi: chessò barboni lunghi alla Bin Laden, carnagioni scure, turbanti magici in testa tipo Alì Babà e i quaranta ladroni… insomma, più tipici! invece ho visto ragazzotti niente male, alcuni con gli occhioni azzurri (si, diciamo che il momento dell’inno nazionale è il mio preferito). E tanto per dare una preferenza, tifavo proprio per quest’ultimi perchè i tedeschi non li ho mai potuti digerire. Peccato.

E a proposito di tedeschi… chissà la Tedesca a Roma cos’ha guardato ieri sera…

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Una Pelle a Pois, Ta-taa-raa-rà

Venerdi mattina. Una email che renderebbe felice chiunque:

Circolare interna per dipendenti e collaboratori
 
Si comunica che l’Azienda rimarrà chiusa per il giorno 23 e 24 giugno 2008 in occasione della festa del Patrono di Firenze, San Giovanni. Buon fine settimana lungo a tutti.

DonnaIncapace – Responsabile del Personale.

Ne approfitto subito per pianificare il mio lungo weekend da dedicare completamente al relax, al mare e alla tintarella. Così complice un santo, una donna svogliata e un clima decisamente estivo, finalmente anche io mi sono potuto godere il mio primo giorno di mare. Il primo bagno. La prima tintarella. Il primo eritema solare. Sì perchè nonostante la protezione 20 e il mio repentino andi e rivieni da sotto l’ombrellone, il solleone, implacabile e deciso, mi ha lasciato un bel ricordino sulla pelle, fatta di arrossamenti, chiazze e prurito.

Ora mi sorge una domanda esistenziale e di primaria importanza: ad una pelle a chiazze rossastre, che colori di magliettine posso abbinare?

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I Say Uffa all the Time

Il mio lavoro è fatto di creatività, di bellezza, di colori armoniosi e fotografie suggestive; di superficialità, ma anche di essenza. Di giusto bilanciamento fra vuoti e pieni, fra immagini e testi. Una foto non è soltanto una foto, ma una composizione che, a livello di subconscio, deve colpire quel giusto tasto che ti induca a credere nel prodotto pubblicizzato ed, eventualmente, anche a comprarlo. Se al mondo tutto ciò che è grafica fosse affidato alle cure amorose di chi se ne intende e che fa questo mestiere per passione, avremmo molta più bellezza intorno.

Purtroppo non lavoriamo per noi stessi e, come si dice, il cliente ha sempre ragione. Anche perchè è quello che alla fine paga la pagnotta che mangi. E quando capita che un cliente pretenda di mettere bocca su tutto uno spot pubblicitario ben sapendo di non capirci una mazza, ecco che il tuo lavoro diviene un incubo, un’oppressione, una forzatura che ti fa desiderare di spegnere il piccì e adare a coltivare cocomeri in qualche parte sperduta dell’Africa tropicale.

Ecco. Stamani mi sento così.

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Horrollywood

rumerwillis.jpg

Mi sono sempre chiesto come mai due delle persone più sexy e affascinanti di Hollywood abbiano potuto generare questa specie di mastodonte travestito. Potere della genetica o scherzo della natura?

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Italia – France

Fischiare allo stadio durante l’inno nazionale dell’avversario non è sportivo nè educato… e visto che tanto gli Italiani non impareranno mai le buone maniere in queste occasioni, allora canto:

Allons enfants de la Patrie,
Le jour de gloire est arrivé!
Contre nous de la tyrannie,
L’étendard sanglant est levé!
L’étendard sanglant est levé!
Entendez-vous dans les campagnes
Mugir ces féroces soldats?
Ils viennent jusque dans nos bras
Egorger nos fils et nos compagnes!

Aux armes, citoyens!
Formez vos bataillons!
Marchons! Marchons!
Qu’un sang impur
Abreuve nos sillons!

Tzè! gens italien…

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Il Graficuccio di Provincia

“…e se non vi è di eccessivo disturbo, verrei a portarvi i layout finiti durante la pausa pranzo”.

E con queste parole mi sono giocato l’unica ora d’aria concessami in otto ore lavorative per andare fino in centro a Firenze a consegnare i disegni fatti durante tutto il weekend; un weekend interamente passato fra le quattro mura di camera mia senze vedere nessuno fino alla domenica pomeriggio, quando finito il lavoro ho deciso di andare in centro a comprare un dvd e un paio di pantaloni di lino verde militare inutili come il cd di Marco Carta appena uscito, solo perchè una commessa finocchia e svampita mi ha assicurato più volte che mi stavano da dio! non conosco altra categoria più bugiarda di quella delle commesse, unita agli agenti immobiliari e ai venditori porta a porta e trovo oltremodo assurdo che, dopo trent’anni, io continui a farmi infinocchiare così dalla prima strappona malvestita con i polsi snodati. Ma tant’è.

Mi snodo nel traffico tentacolare fiorentino dell’ora di punta, driblando come un forsennato la cinese in bicicletta con velleità da suicida, la vecchia in motorino che viaggia a passo d’uomo perchè con i culi di bicchiere che si ritrova al posto degli occhiali immagino non veda una mazza, il pappone con il Chrysler e il cellulare ficcato nell’orecchio, il furgone che cammina nel centro della carreggiata ignorando allegramente di percorre una strada divisa in due corsie. Ora di punta… Che poi vorrei sapere io, ormai, cosa si intenda per ora di punta, visto a tutte le ore c’è sempre un fiume di auto che scorre copioso e frastornante. Ma i vecchi orari 8.30 – 17.30 non li fa più nessuno?

Finalmente arrivo in Via Guido Monaco, la mia destinazione. Mi fanno parcheggiare nel cortile interno (altrimenti col kaiser che mi sarei fermato) e, una volta dentro, inizio ad illustrare le decisioni che mi hanno portato a realizzare quei layout. Tutti soddisfatti. Complimenti a profusione, ma che bravo, bene bravo bis.

Poi un calcio in culo e a casa! A volte mi sento un po’ come il figlio della sora Camilla… tutti me vojono…

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New Eyes, Same Life

gipris.jpg

Torno alla mia vita, quella di sempre, dopo due settimane passate in un limbo di incertezze e accondiscendenza da parte di coloro che mi stavano attorno. In un certo qual modo avevo desiderio di ritornare al mio lavoro. Io amo il mio lavoro. E non lo dico come se fosse un tantra di training autogeno, ma è la verità. Non riesco a stare lontano dal pc per troppo tempo; sento il bisogno di nutrirmi costantemente di grafica e idee di cui il mondo della rete è pieno.

E’ anche per questo motivo che sto weekend ho deciso di rimanere a casa a lavorare. Un’agenzia grafica di Firenze che mi contatta. Una pubblicità da presentare ad una banca. Occorre realizzare dei layout illustrativi per far capire al cliente come saranno gli scatti fotografici che comporranno la loro pubblicità. Impaginare il tutto dando un senso ben specifico alla composizione. Mettere tutto nero su bianco e poi colorarlo con gli acquarelli. Sei immagini per una campagna pubblicitaria da presentare entro mercoledì. Una maratona che mi costringe a stare a casa a lavorare per l’intero weekend.

Io amo il mio lavoro…

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Tu che “pacco” sei?

mutande.jpg

Un po’ come per la teoria del “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”, secondo me c’è una qualche relazione tra come ti aggiusti il cicciotto pendulo che Madre Natura ha voluto collocarti tra le gambe, e un certo modo di essere. In tutte le boiate che sto per dirvi ovviamente non c’è niente di scientifico e un po’ come la favola di Adamo ed Eva va presa un po’ così, con le pinze. Queì sopra vediamo schematizzate tre situazioni “tipo” di come la gente può sistemare il proprio fardello, anche se, ad onor del vero, ne esistono un po’ di più se cosideriamo tutti i tipi di mutanda (e di cazzi) in circolazione. Ma credo che possano tranquillamente sintetizzarsi in queste tre posizioni, anche con l’uso di boxer o altro: verso l’alto, verso il basso o di lato.

Tu che pacco sei? Sei uno da “posizione verso l’alto”?
Un po’ come chi cammina a testa alta, fiero di sè e di quel che è, senza aver bisogno di nascondersi dietro false modestie, il tipo Verso l’alto se lo sistema in modo tale da mostrarsi in tutta la sua fierezza. Quando si è vestiti, però, l’ingombro non risulta molto evidente… ma quando si è in costume o in mutande dà bella mostra di sè ingigantendo le sue dimensioni negli occhi di chi lo osserva, soprattutto da una visione laterale.

O sei uno da “posizione verso il basso”?
A differenza del tipo Verso l’alto, colui che sistema l’arnese da lavoro con sguardo a terra può indicare due soluzioni: la prima che le mutande che porta sono un po’ troppo larghe e, quindi, non consentono al bambino di stare su… in questo caso si consiglia una mutanda della propria misura; la seconda, invece, è per una questione di timidezza che fin da bambini ha caratterizzato il portatore e che, adesso, non può cambiare perchè “è una vita che lo porto così, in altre posizioni mi da fastidio” come se fosse un qualcosa appeso lì, per caso, e che occorre portare per forza. A seconda dei pantaloni che si porta, il pacco può attirare attenzione da parte dei più.

Oppure sei uno da “posizione laterale”?
Non ti interessa nasconderlo nè mostrarlo. E’ lì, ce l’hai, lo metti comodo nel suo involucro di cotone misto lycra e via! che stia a destra o a sinistra poco importa, l’importante è che funzioni al momento opportuno. La posizione Laterale è la più indicata nel caso di piccole fattezze perchè, occupando più spazio visivo, attraverso i pantaloni può dare maggior risalto alle curve. Se invece Madre Natura ti ha ben fornito, sarai conclamato da tutti come l’amico col paccone.

Ed ora un piccolo quiz del tutto anonimo che potrà permettevi di votare il vostro modo di portare i gioielli familiari.

Enjoy.


Quizzes by Quibblo.com

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