Berlino 2009

Diciamo che Berlino non è mai rientrata nei miei piani vacanzieri, un po’ come tutta la Germania. Non mi è mai piaciuto molto il tedesco in nessuna delle sue forme, tant’è che manco l’arrivo di quel gran moraccione di Alex Brandtner col suo pacco regalo in dotazione è mai riuscito a dissuadermi dal non guardare le puntate del Commissario Rex. Prima di scegliere Berlino sono state passate a rassegna tutte le altre città Europee che ancora mancano all’appello, e quindi: Madrid (come tutte le città della Spagna), scartata perchè d’inverno mi han detto che non è un granchè; Vienna, bellissima, ma a Bi non interessa… Per Instanbul avevo già le valigie pronte, ma per arrivarci avremmo fatto prima a fare il giro del mondo in monopattino piuttosto che affidarci alle compagnie LowCost e ai loro scali improponibili. Così la pagliuzza più corta l’ha beccata la capitale Tedesca.

Per l’occasione abbiamo comprato una guida della Giunti, con mappe della città e della metro, itinerari già predisposti e spiegazioni su musei, ristoranti e luoghi di culto come Hermes, Vuitton e Dior. Con tutta probabilità l’autore della guida non deve avere molto in simpatia questa città, perchè continuava ad usare aggettivi e vocaboli non troppo lusinghieri, tipo “…di dubbio gusto…” e “…improponibile squallore…” . Io ho trovato, invece, una città con un passato molto pesante che nell’ultimo ventennio ha cercato disperatamente di rinascere dalle sue stesse rovine, cercando di dare un calcio al passato e strizzando un occhio al futuro. E’ vero, alcune costruzioni sono venute su un po’ così, alla bell’e meglio, ma in fin dei conti è bella, molto bella… anche se, a mio avviso, non riuscirei mai a viverci proprio in virtù della mancanza di storia.

Se non altro sembra non esserci microcriminalità, o almeno, è quello che traspare aggirandosi in metropolitana, dove le signore viaggiano tranquillamente con la borsa aperta e tutta a bracaloni, e non come a Barcellona dove le donne se le fanno cucire sulla pelle per la paura di essere scippate. Forse i ladri ne hanno paura, visto che la donna tedesca più bassa è 10cm più alta di noi (ma qui ci vuole poco…).

Iniziavamo la giornata facendo una cospiqua colazione intercontinentale, e continuando a mangiare dolci per tutto il giorno fermandoci ora da Kraft, ora da Dunkin’ Donuts, ora da Starbucks. Diciamo che i tedeschi hanno un concetto di dolce piuttosto impegnativo visto che, più che dolci, lì hanno dei veri e propri mattoni residuati dalle rovina post belliche della città, conservati per oltre 60 anni e poi messi in bella mostra nei reparti dolciari, roba che per digerirne uno occorre girare con l’idraulico liquido nello zaino.
Vita gaia ne abbiamo fatta molto poca ad onor del vero. Giusto sabato sera siamo andati a ballare in uno scantinato maleodorante con due piste da ballo, una house e l’altra pop. Un consiglio: come per Barcellona, evitare di andarci in coppia.

Ma la sorpresa più grande è stato poter assistere a due prime assolute e poter vedere da vicino tre star d’eccezione: Brad Pitt e sua moglie Angelina per la presentazione tedesca del suo ultimo film “Il caso di Benjamin Button”, e la sera dopo, Tom Cruise per il suo film “Operazione Valkiria”.

Brad e Tom sono due uomini veramente molto affascinanti, muniti di sorrisi di plastica d’ordinanza e molto alla mano. Ma la vera sorpresa è stata lei, Angelina Jolie, bellissima nel suo tailleur a pantalone color pesca, magra sfinita, bellissima, chìc, piena di charme e molto disponibile, tant’è che si faceva fare le foto col cellulare abbracciata agli ammiratori. Praticamente me ne sono innamorato! Purtroppo per l’occasione la mia Canon ha esaurito le batterie… (e qui stendiamo un velo pietoso…) ma Tom, in qualche maniera, son riuscito a riprenderlo.











