L’Acqua di Maggio?
Pioggia. Un mese intero di pioggia. Ecco, se avessi la lampada magica di Aladino con tanto di genio inside pronto ad esaudire ogni mio desiderio, in questo momento chiederei questo: un mese intero, ininterrotto, senza sosta di pioggia battente. Se non altro si laverebbe l’aria che respiro e smetterebbero di volare polveri, pollini, peli di gatto e peli di cazzo, che puntualmente arrivano fino al mio naso destabilizzando il mio sistema respiratorio e minando fortemente il mio equilibrio psichico.
Come ieri sera.
Ero in pizzeria da Bi intento a dare una mano, ma gli starnuti insistenti, il naso colante e tutto il resto non mi permettevano di fare una mazza. E così me ne restavo lì in mezzo alle palle ad ingombrare il passo alle ragazze che dovevano servire. Mi sentivo utile come un lecca lecca alla merda. Quando sono entrato in bagno a sciacquarmi il viso nella vana speranza che il disastro si attenuasse, ho visto la catastrofe riflessa nello specchio. La carnagione bianca era ravvivata da un rosso paonazzo che, come una mascherina, mi ricopriva naso e guancie; gli occhi ridotti a due uova alla coque e due occhiaie profonde e penzolanti come le tette di una vecchia ottantenne! Praticamente ero invecchiato di dieci anni in un paio d’ore. Neanche una crema miracolosa agli estratti di cemento armato avrebbe potuto fare nulla, così ho fatto baracca e burattini e me ne sono tornato a casa, lasciando basiti tutti i nostri amici che erano lì in attesa e dovendo dire addio alla serata al Mamamia in programma per quella sera.
Spero solo che Giugno arrivi presto. E io intanto mi compro un bel libro dal titolo esotico e rassicurante: “L’arte della danza della pioggia”.












